La Nascita

Gli eventi principali del parto.

Dopo il parto.

Nascere è il primo, grande cambiamento.

Il neonato passa dall’ambiente protetto, "ovattato", dell’utero, dove tutto gli arriva attraverso la madre, in un mondo completamente diverso,con luci, rumori, e...non più nella sacca avvolgente che lo proteggeva e trasportava.

Prima della nascita, il corpo del bambino produce l’ormone ACTH, in preparazione dello stress che comporta il "venire al mondo", con la necessità di apprendimento massiccio.

Il contatto tattile, visivo, i battiti del cuore della madre, sono tra i più importanti segnali che il bambino riceve da sua madre dopo la nascita, e dicono al cervello:"ora puoi smettere di produrre ACTH".

Se il parto non è "dolce", il bambino viene privato di questi segnali, i livelli di ACTH rimangono alti anche dopo due o tre settimane, mentre con una nascita naturale, si abbassano dopo ventiquattro ore favorendo l’apprendimento e quindi l’adattamento al nuovo stato.

Gli eventi principali del parto:
Il primo sintomo dell'inizio del travaglio è un aumento dell'intensità dolorosa delle contrazioni, che si susseguono ad intervalli regolari di tempo. In questa fase il collo dell'utero inizia ad accorciarsi, poi si appiana ed infine inizia a dilatarsi. A questo punto la futura mamma è ancora a casa e ha tutto il tempo per prepararsi e raggiungere con calma l'ospedale.

È possibile inoltre che venga espulso il cosiddetto "tappo di muco" che, fino allora, chiudeva l'imboccatura
del collo dell'utero, isolandolo dall'ambiente esterno. Qualche volta si può invece verificare la rottura delle acque: in tal caso la fuoriuscita del liquido amniotico, assolutamente indolore, bagna la futura mamma di un liquido caldo, limpido e trasparente come acqua, talvolta contenente delle particelle bianche, simili al latte cagliato, che altro non sono che fiocchi di vernice caseosa.

Nel caso di rottura delle acque è però opportuno affrettarsi a raggiungere la sede del parto.

Una volta ricoverate in ospedale la donna viene visitata dal ginecologo o dall'ostetrica, che verificano di quanti centimetri si è dilatato il collo dell'utero.

Successivamente si viene condotte in sala travaglio, dove si effettua il monitoraggio, cioè la registrazione della frequenza cardiaca del bambino al fine di controllarne la regolarità. Nel frattempo il collo dell'utero continua ad allargarsi e le contrazioni si fanno più intense, lunghe e ravvicinate.

Quando il collo dell'utero è così dilatato da permettere il passaggio della testa del bambino, inizia la fase di espulsione: la futura mamma prova un irresistibile bisogno di spingere. Viene allora condotta in sala parto, fatta sdraiare su un lettino e invitata a contrarre i muscoli addominali. Ogni singola spinta deve essere protratta il più a lungo possibile e in modo continuativo, non a scatti. Nel frattempo il piccolo scende compiendo alcuni movimenti e rotazioni che gli permettono di far comparire la testa all'imboccatura della vagina. Il ginecologo o l'ostetrica aiutano le spalle a scivolare fuori e poi, con un movimento a spirale, fanno uscire il resto del corpo.

Il cordone ombelicale viene stretto tra due pinze, in modo da arrestare il passaggio del sangue, e tagliato con una forbice nel punto intermedio. Dopo circa 5-10 minuti, l'utero si contrae nuovamente per espellere la placenta e le membrane che formavano il sacco amniotico: è il secondamento, la fase conclusiva del parto.


Dopo il parto:
Quando si espleta il parto, sia esso spontaneo o cesareo, i meccanismi vitali del bambino si debbono modificare improvvisamente tutti insieme.

Immaginiamo quanto rapidamente il sistema cardiocircolatorio, il sistema respiratorio, la cute del bambino ed i suoi sistemi metabolici, debbano adattarsi alla vita esterna: nel breve volgere di pochi minuti il bambino deve iniziare a mantenersi in vita autonomamente.

All’atto del parto si verifica, in primo luogo, un trauma fisico dato dal passaggio nel canale del parto. Questo trauma è ridotto al minimo da una notevole elasticità delle strutture ossee ed articolari del feto maturo.

La particolare elasticità dell’apparato scheletrico viene mantenuta per due, tre mesi dopo la nascita e garantisce al neonato una relativa resistenza ai traumi. Aver “paura” di manipolare il bambino quando lo si cambia o lo si solleva è quindi inutile.

Un fenomeno di grande importanza che avviene alla nascita riguarda il sistema cardiocircolatorio. Il cuore deve iniziare a spingere il sangue nei polmoni, strutture che oppongono una maggiore resistenza rispetto a quella che, nell’utero, è data dal cordone ombelicale.Ulteriore importante fenomeno che si osserva alla nascita e nei giorni successivi, è il brusco aumento della quantità di ossigeno che i polmoni sono in grado di fornire all’organismo. La quantità di questo gas che arriva al sangue per mezzo del sistema respiratorio è infatti molto maggiore di quella che viene assicurata dalla placenta. Il bambino, per questo motivo, non ha più bisogno di globuli rossi in eccedenza e di emoglobina fetale. A causa di questa nuova situazione il neonato dovrà eliminare la quota eccedente di globuli rossi e distruggere l’emoglobina fetale, sostituendola, gradualmente, con quella definitiva (Emoglobina A).

Ultimo fenomeno rilevante legato alla nascita è la modificazione, dovuta al passaggio da un ambiente umido e caldo (l’utero pieno di liquido amniotico) ad un ambiente fresco ed asciutto (l’aria atmosferica), che subiscono la cute ed i tessuti fetali. La nuova situazione ambientale costringe il bambino a riequilibrare la quantità di liquidi corporei, costringendolo a perderne una certa quota con l’attivazione dei suoi apparati: il neonato inizia perciò ad evacuare, a traspirare, a sudare e ad urinare, in definitiva a “perdere” liquidi.