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Consigli
del Pediatra
"Mamma, ho mal di pancia!"
Come capire se si tratta di un mal di pancia che richieda la consultazione
urgente del medico oppure di un dolore innocente?
Ecco cosa osservare.
· E' frequente? Sicuramente non si tratta di una malattia:
può essere imputabile ad una cattiva alimentazione o, nel
bambino sopra i 6 anni, può essere dovuto a tensione psicologica.
· La stipsi e la diarrea sono cause frequenti di mal di
pancia "innocente".
· Quanto dura? E' innocente il dolore che dura meno di
un'ora.
· E' continuo? Deve tranquillizzare il dolore intermittente.
· Nessun problema se il bambino si muove, cammina senza
che il dolore aumenti.
· Attenzione, invece, se dura per più di due ore
e se il bimbo tende all'immobilità per evitare fitte dolorose:
è necessario correre in ospedale.
· Più di 6 ore di mal di pancia fanno pensare ad
appendicite. Subito in ospedale per accertamenti.
I primi dentini. Sono festeggiati
come un grande traguardo, il segno evidente che il bambino cresce
a spron battuto, ma per la maggior parte dei bambini il taglio
di un nuovo dentino è invece un vero e proprio momento
di crisi, preannunciato da giornate di capricci, notti agitate,
inappetenza, e persino da disturbi intestinali e sfogli della
pelle.
Cosa fare?
· Offrirgli pezzi di cibo che soddisfino la sua voglia
di mordere: pezzi di mela sbucciata, pane con una crosta croccante.
· Massaggiargli le gengive, magari con dell'olio di malva,
che placa il dolore.
· Passargli sulle gengive un fazzoletto ben inumidito.
Cosa non fare?
· Proporgli pappe calde, che acuiscono il fastidio.
· Intingere il succhiotto di miele.
· Dargli da mordere oggetti con una forma pericolosa (con
punte o spigoli).
· Dargli da mangiare cracker o fette biscottate che accentuano
l'infiammazione.
Quando si addossa ogni responsabilità
ai denti, un po' si esagera e un po' si vede giusto. Da una parte
la reazione amplificata di stizza e nervosismo da parte del piccolo
è giustificata nel fatto che il fastidio interessa proprio
la bocca, una zona che fino a quel momento era per lui principalmente
fonte di soddisfazione e piacere.
Non solo: l'eruzione dei denti comporta in effetti una diminuzione
dei poteri di difesa dell'organismo e quindi, entro certi limiti,
può favorire la comparsa di piccoli disturbi e malattie,
talvolta accompagnati da modesti rialzi della temperatura.
D'altra parte, però, sarebbe sbagliato nonché pericoloso
attribuire ai nuovi dentini qualsiasi malessere del piccolo, e
non dare peso a sintomi che potrebbero rimandare invece a vere
e proprie malattie "indipendenti".
28 bambini su cento oggi in
Italia nascono predisposti a sviluppare un'allergia, soprattutto
ai pollini e agli alimenti. E quasi sempre entro i cinque anni
di età. Come prevenirlo?
Prima di tutto cosa sono esattamente
le allergie? L'allergia è una specie di tranello in cui
cade il sistema immunitario per motivi ancora sconosciuti. Quando
funziona a dovere, questo sistema riconosce le sostanze "buone"
da quelle dannose: ignora le prime e scatena una battaglia contro
le seconde. Ma a volte può andare in confusione, e scambiare
una sostanza innocua per un acerrimo nemico. Ecco, allora, che
produce quantità eccessive di anticorpi specifici (le IgE),
che si fissano agli allergeni (i pollini, per esempio) per renderli
innocui. Durante questo processo si libera istamina, il mediatore
chimico responsabile degli sgradevoli sintomi: asma, prurito,
rossori.
I bimbi del 2000 sono single superigienizzati: spesso figli unici
o quasi, ed è dimostrato che ci ha molti fratelli ha meno
probabilità di diventare allergico. L'igiene eccessiva
li tiene al riparo da germi e batteri. Risultato: meno infezioni.
Ma anche sistema immunitario seduto in panchina. Fino a pochi
mesi fa si pensava che fossero soprattutto le infezioni respiratorie
a tenere in esercizio il sistema di difesa. Oggi si è scoperto
invece che in prima fila nel proteggere da future allergie è
la flora batterica dell'intestino che proprio l'igiene eccessiva
ha impoverito. Risultato: bebè sensibilizzati fin dai primi
mesi di vita. I rischi maggiori? Alimenti e pollini.
Il bimbo è difeso più a lungo con il latte della
mamma: è quanto suggeriscono i pediatri per allontanare
le possibili allergie. E' l'unico nutrimento che il bebè
può assumere senza alcun pericolo. Poi contiene sostanze,
molte delle quasi ancora sconosciute, che rinforzano il sistema
immunitario del piccolo. Infine, sembra che ogni mamma produca
un latte con caratteristiche speciale che lo rendono adatto a
contrastare proprio i punti deboli dell'organismo del suo bebè.
Privilegio riservato anche alle mamme che soffrono di allergia.
Anzi, proprio loro dovrebbero allattare più a lungo delle
altre, perché hanno maggiori probabilità di avere
un bimbo allergico.
I sintomi
Le allergie ai pollini
· Rinite allergica Starnuti a raffica, secrezione acquosa,
congestione nasale, prurito e, a volte, sensazione di naso chiuso.
Il bimbo si gratta continuamente il naso con la mano, tanto che
si forma una pieghino sopra la punta del naso.
· Otite ricorrente Dolore all'orecchio, secrezioni, febbre,
associati a rinite che peggiora nella stagione dei pollini.
· Asma bronchiale Respiro sibilante, sensazione di soffocare,
tosse secca, specialmente quando il bimbo corre, ride, dopo un'ora
che si è addormentato, la mattina quando si sveglia.
· Congiuntivite Gli occhi sono rossi e lacrimano. Il bimbo
sopporta male la luce, si strofina continuamente gli occhi nel
tentativo di calmare il prurito, tanto da formare una pieghino
orizzontale in mezzo alla palpebra inferiore.
Le allergie ai cibi
Si manifestano subito dopo i pasti o, comunque, dopo che il bimbo
ha ingerito gli alimenti che non tollera.
· Vomito e diarrea Sono i più frequenti nel caso
di allergia alimentare nei più piccoli, che coinvolge tutto
l'apparato gastrico e intestinale.
· Dermatite atopica Microscopiche vescicole gonfie di liquido.
La pelle appare ruvida, spessa, il bimbo si gratta, specialmente
su braccia, gambe, fronte e zigomi. Non è quasi mai legata
a un'allergia alimentare quando compare dopo il sesto anno di
età. Lo è quasi sempre nel primo anno e scompare,
nella maggior parte dei casi, attorno ai 2-3 anni.
· Orticaria Preoccupa molte mamme, ma si tratta, in realtà,
di un falso allarme. Solo il 6% di bimbi che soffrono di orticaria
sono davvero allergici. Paradossalmente, quindi, si può
dire che questo sintomo identifica più facilmente bimbi
che allergici non sono affatto.
Come alleviare i disturbi?
Non esiste una cura efficace per cancellare l'allergia. L'unica
soluzione è stare alla larga dalla sostanza a rischio.
Ma non sempre è possibile. Esistono, comunque, molti rimedi
specifici: spray da spruzzare nel naso per tenere a bada il raffreddore
da fieno, colliri da applicare negli occhi per calmare la congiuntivite
allergica, pomate per attenuare il prurito della dermatite. Infine
ci sono medicine da prendere per bocca che possono essere prescritte
in associazione a creme, spray e colliri.
Tutti questi prodotti devono essere sempre prescritti dal medico,
che stabilirà i tempi e le modalità di somministrazione
a seconda dei sintomi e della loro intensità. Oggi contengono
principi attivi non solo più efficaci che in passato ma
anche più "a misura di bambino".
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