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Universo
Bimbo risponde
Ho alcuni dubbi sulla sterilizzazione
di biberon e tettarelle.
Potrei avere un giusto consiglio?
E’ appena nato. E noi
mamme pensiamo subito a come faremo a salvarlo dalla polvere,
dai batteri e dagli innumerevoli germi sparsi per ogni dove. Dimenticando
che il neonato non è sterile e che, nonostante le apparenze,
il piccolo ha una notevole resistenza, grazie agli anticorpi che
la mamma gli ha fornito in dote. Come comportarsi, allora, con
tettarelle e biberon?
Sì al metodo a freddo,
che si basa su liquidi e pastiglie da diluire in acqua, perché
molto pratico.
La sterilizzazione va continuata necessariamente sempre fino ai
tre mesi. Si può proseguirla anche in seguito se a quella
“scadenza” ci si trova in piena estate: il gran caldo
fa proliferare i batteri.
No se in dosi scorrette, sbagliando per esempio la diluizione,
questi prodotti possono diventare altamente tossici. E’
comunque sempre meglio sciacquare tettarelle e biberon molto bene,
nonostante non sia indicato così sulle confezioni: meglio
rinunciare a una totale asepsi (assenza di qualsiasi germe) piuttosto
che rischiare di somministrare, insieme al latte, componenti chimici
nocivi.
Ho appena saputo di essere
incinta di due gemelli e sono un po' preoccupata.
Come allattarli tutti e due?
Allattare due gemelli non
è un problema insormontabile se si osservano alcune semplici
indicazioni. Prima di tutto è importante attaccare i bambini
al seno subito dopo la nascita, per dare loro il colostro, ricco
di anticorpi, e per stimolare la montata lattea. In seguito la
tecnica ideale è quella di allattarli a richiesta. Ciò
però è possibile solo se la mamma può tenere
i bambini accanto, se invece, per qualche ragione, così
non fosse (per esempio se i piccoli nascono prematuri e devono
restare in incubatrice) si può aspirare il latte con un
tiralatte rispettando la frequenza dei pasti dei bambini, ossia
cinque, sei volta al giorno. In questo modo i piccoli avranno
sempre il latte e la montata non scomparirà permettendo
alla mamma di riprendere l’allattamento quando i piccini
saranno dimessi.
Spesso i gemelli mangiano insieme, quindi si attaccano nello stesso
momento e a metà poppata, in genere, gli si scambia di
posto; può succedere però che i piccoli abbiano
ritmi differenti, in tal caso mentre il più tranquillo
finisce, il fratellino potrà aspettare seduto, o semisdraiato,
su un cuscino accanto alla mamma.
Posso tenere piante nella camera dei bimbi?
Se vi rendete conto di avere
in casa un ambiente inquinato, chiedete aiuto alle piante: funzionano
da veri e propri depuratori. Meglio scegliere piante come il filodendro
domestico, il filodendro solloum, il falangio e il il potos. Queste
disperdono vapore acqueo e fissano la polvere, che spesso è
veicolo di agenti allergizzanti e patogeni. Spolveratele periodicamente.
In cucina è l’ambiente
dove si trascorre mediamente il maggior tempo in casa. Tenetevi
piante con foglie sempre verdi, che assorbono anidride carbonica
ed emettono ossigeno. Come umidificatori naturali utilizzate il
papiro, il ficus, l’aralia e il tiglio d’appartamento,
che avendo bisogno di molta acqua ce ne restituiscono poi anche
in gran quantità. Attenzione però: in cucina il
tasso di umidità relativa non deve mai superare il 50%.
E’ meglio invece non
tenere:
· Il ficus beniamina, che causa congiuntiviti, rinitie
a volte anche asma;
· Lo spathiphyilium, responsabile anch’esso di riniti,
congiuntiviti e fonte di allergie;
· L’alstroemeria, che dà disturbi respiratori
e, soprattutto, dermatiti da contatto.
Da evitare sono anche alcuni
tipi di fiori recisi o in vaso come gerbere, fresie, crisantemi,
ciclamini, begonie, giacinti, narcisi, primule, nasturzi e edere,
che liberano nell’aria piccole quantità di pollini,
causa di disturbi delle vie respiratorie.
Mi hanno detto che i neonati
non hanno bisogno di bere. E’ vero?
I piccoli allattati al seno
o artificialmente ricevono con il latte tutta la quantità
di liquidi di cui hanno bisogno: per questo non è necessario
dare loro anche dell’acqua. Lo raccomanda la Società
Americana di Pediatria dopo aver verificato che è ancora
molto diffusa tra le mamme americane l’abitudine di dare
da bere acqua al proprio bambino, anche se viene consigliato di
non farlo. La posizione dei pediatri italiani è perfettamente
in sintonia con quella della Società Americana di Pediatria,
il latte infatti è l’alimento più completo
che esiste perché è composto per l’80% di
acqua e per il resto da sostanze nutritive di grande qualità.
Quando un bambino riceve una poppata, quindi, sia al seno che
al biberon, mangia e beve contemporaneamente. A un neonato l’acqua
va data solo se c’è pericolo di disidratazione causata
da disturbi particolari come vomito o diarrea.
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